Eredità classica e sensibilità moderna
L’ordchestra Haydn interpreta le musiche di Caroline Shaw, Etienne Nicolas Mehul e Ludwig van Beethoven.
In Intermezzo (2011) Caroline Shaw dialoga con il Quartetto per archi op. 77 n. 2 di Haydn, rievocandone le forme eleganti del XVIII secolo per poi scardinarle con la leggerezza di chi conosce la tradizione e non teme di reinventarla. Il gioco di rimandi non è un esercizio nostalgico: la musica, come spiega la compositrice, “si spinge oltre”, esplorando nuovi spazi sonori pur mantenendo un filo diretto con il modello classico.
Caroline Shaw – compositrice, cantante e violinista statunitense – è una delle voci più originali della scena contemporanea. Nata nel 1982 in North Carolina, formata tra Yale e Princeton è attiva tanto nella musica colta quanto nelle collaborazioni pop (da Kanye West ai The National). Nel 2013 è diventata la più giovane vincitrice di sempre del Premio Pulitzer per la musica con Partita for 8 Voices, consacrandosi come figura di riferimento della nuova generazione di compositori americani.
In Intermezzo, il passato non è un’icona immobile, ma un interlocutore, alla ricerca di una continuità possibile tra eredità classica e sensibilità del XXI secolo. Uno sguardo al passato, senza perdere di vista il presente.
“Poveri i musicisti che usano sempre gli stessi vecchi suoni – i posteri li dimenticheranno. Méhul di certo non è tra loro: è in tutto e per tutto il primo compositore romantico!”, così si esprime il Marquis de Condorcet nel 1793 nella “Chronique de Paris”. Étienne-Nicolas Méhul – la cui prima sinfonia fu eseguita il 12 marzo 1809 – compose musica rivoluzionaria e per diventare uno dei compositori di maggior successo nella Francia del XIX secolo.
Nel 1801 e 1802 Beethoven – sostenitore degli ideali della Rivoluzione francese nonché ammiratore di Méhul – scrive la sua seconda sinfonia e sconvolge le abitudini degli ascoltatori. “Siamo abituati ai lavori di Haydn e Mozart...questi strani prodotti di Beethoven, tanto distanti dalla musica usuale, non riescono in generale a produrre effetto sull’ascoltatore.” Questo il punto di vista di molti suoi contemporanei.
A dirigere sarà Ottavio Dantone. Dalla sua pretigiosa biografia riportiamo che a inciso, sia come solista al clavicembalo che come direttore, per le più importanti case discografiche: Decca, Deutsche Grammophon, Naïve e Harmonia Mundi, ottenendo premi e riconoscimenti dalla critica internazionale. Nel 2020 è stato nominato Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente Sergio Mattarella. Dal 2022 è Accademico di Santa Cecilia.
Martedì 02.12.2025 alle 20.00
Stagione sinfonica Orchestra Haydn
Auditorium - Auditorium Sala Grande
Ottavio Dantone, direttore
Caroline Shaw: Entr'acte
Etienne Nicolas Mehul: Sinfonia n. 1 in Sol minore
Ludwig van Beethoven: Sinfonia n. 2 in re maggiore, op. 36
Mauro Franceschi