[Link esterno] Sito internet - Provincia autonoma di Bolzano - Alto Adige

“Púrpura” di Filippo Del Corno in prima esecuzione.

17/02/2026, 19:00

Il programma della Haydn propone anche Ligeti e Beethoven.

Filippo del Corno (foto: Manuel Cicchetti)
Filippo del Corno (foto: Manuel Cicchetti)

Il nuovo programma dell’Orchestra Haydn si apre con la musica di György Ligeti. «Nel 1949, a 26 anni, ho imparato a trascrivere a orecchio canzoni popolari all’Istituto per il folclore di Bucarest. Molte di quelle melodie mi sono rimaste impresse nella memoria: così è nato, nel 1951, il “Concerto rumeno”», racconta il compositore.

Il brano, che rievoca il suono “strambo” delle orchestrine di paese, ebbe però vita difficile: dopo la prima esecuzione pubblica venne presto vietato. «Nella dittatura staliniana perfino il folclore era consentito solo in forma politicamente corretta», ricordava Ligeti, sottolineando il clima di rigido controllo culturale dell’epoca.

A seguire, in prima esecuzione assoluta, “Púrpura”, Concerto per viola e orchestra di Filippo Del Corno, commissionato congiuntamente dalla Fondazione Haydn e dall’Orchestra I Pomeriggi Musicali. Compositore affermato a livello internazionale, Del Corno ha pubblicato i propri lavori per etichette quali Cantaloupe, BMG Ricordi, EMI Classics, Sensible Records, Stradivarius e RaiTrade. È stato tra i fondatori di “Sentieri Selvaggi”, ensemble di riferimento per la nuova musica. Dal marzo 2013 all’ottobre 2021 ha ricoperto l’incarico di assessore alla Cultura del Comune di Milano, nelle giunte guidate prima da Giuliano Pisapia e poi da Giuseppe Sala, sospendendo in quel periodo l’attività compositiva.

A chiudere il programma sarà la celeberrima Quinta Sinfonia di Beethoven, opera legata anche a un curioso episodio di raffinata “guerra psicologica” in tempi moderni. Nel giugno 1941 il servizio tedesco della BBC adottò come sigla iniziale le celebri quattro note d’apertura della sinfonia. Il celebre motivo del “destino che bussa alla porta” – tre brevi e una lunga – corrisponde infatti, nell’alfabeto Morse, alla lettera “V” di “Victory”, vittoria.

Su questa sequenza si fonda l’intero impianto della sinfonia, che prende avvio drammaticamente in Do minore per approdare, in un trionfante Do maggiore, a un finale luminoso. In Francia la Quinta è stata definita anche “Chant de victoire”, in una lettura forse non lontana dalle intenzioni del compositore, che più che a un destino ineluttabile guardava a un ideale di riscatto e di slancio rivoluzionario, con un solenne omaggio alla Repubblica.

17.02.2026 ore 20

Stagione Sinfonica dell’Orchestra Haydn

Vimbayi Kaziboni, direttore
Timothy Ridout, viola

György Ligeti: Concert românesc
Filippo Del Corno: Púrpura - Concerto per viola
Ludwig van Beethoven: Sinfonia n. 5 in do minore, op. 67

Bolzano, Auditorium

Mauro Franceschi