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Progettare per competenze e differenziazione: la Scuola italiana dell’Alto Adige si confronta sulle strategie per promuovere inclusione ed eccellenza.

19/01/2026, 23:00

Luigi d’Alonzo e Anna Monauni hanno dialogato col pubblico sul ruolo dirigenziale nel promuovere azioni inclusive e di sistema a scuola.

Un cambiamento di passo nel modo di fare scuola, capace di rispondere in modo più efficace ai bisogni e agli interessi individuali degli studenti: è questa la sfida che la Scuola italiana dell’Alto Adige ha scelto di affrontare in parallelo alla revisione delle Indicazioni provinciali e su cui è intervenuto anche il Vicepresidente della provincia e assessore Marco Galateo, evidenziando come la personalizzazione e l’attenzione alle competenze rappresentino una scelta culturale prima ancora che didattica, capace di rafforzare il patto educativo tra scuola, famiglie e comunità”.

Una prima analisi sull’attuazione concreta di questa visione innovativa del fare scuola è avvenuta venerdì 16 gennaio a Bolzano, dove dirigenti scolastici e docenti si sono incontrati per discutere di differenziazione didattica e, in particolare, di come progettare percorsi educativi capaci di risultare significativi, efficaci e motivanti per tutti gli allievi.

“Le ricerche ci mostrano con chiarezza quanto oggi l’insegnamento richieda strumenti sempre più raffinati per rispondere alla complessità delle classi e alla pluralità dei bisogni educativi,” ha spiegato il Sovrintendente scolastico Vincenzo Gullotta. “In questo contesto, la differenziazione non è semplicemente una tecnica didattica, ma una scelta pedagogica strategica: una leva decisiva per garantire a tutti gli studenti l’accesso ai saperi fondamentali e per accompagnarli nello sviluppo delle competenze essenziali per affrontare con consapevolezza il proprio futuro.”

Il convegno, organizzato nello specifico dal Servizio Inclusione e Consulenza scolastica, ha visto alternarsi importanti contributi da parte di Luigi d’Alonzo e Anna Monauni, docenti presso l’Università del Sacro Cuore di Milano, oltre che con Ilaria Folci, ricercatrice in didattica e pedagogia speciale, e i dirigenti scolastici Donatella Apruzzese e Leonardo Mucaria. Gli interventi si sono concentrati sul valore pedagogico della differenziazione didattica come risposta alla complessità delle classi, sottolineando il ruolo della leadership scolastica nel promuovere una cultura inclusiva. È stato inoltre evidenziato il legame tra progettazione per competenze, personalizzazione dei percorsi e valutazione formativa a sostegno del successo formativo di ogni studente.

 “La differenziazione didattica rappresenta oggi un asse qualificante delle nuove Indicazioni provinciali: una scelta strutturale che mette al centro lo studente e richiede una responsabilità condivisa dell’intero sistema scolastico.” Così Galateo, che ha concluso: “Investire su progettazione per competenze e personalizzazione dei percorsi significa costruire una scuola capace di tenere insieme inclusione ed eccellenza e di accompagnare ogni studente verso il proprio futuro con strumenti solidi e consapevolezza.”

VF