Ansia e ritiro sociale a scuola: presentato il nuovo Protocollo d’intervento per sostenere studenti e studentesse
Una guida operativa per docenti e dirigenti scolastici, con strumenti concreti per prevenire il disagio, favorire l’inclusione e rafforzare la collaborazione tra scuola, famiglia e servizi
La scuola si confronta sempre più spesso con situazioni di ansia scolastica, fobia scolare e ritiro sociale, che incidono sul benessere, sulla partecipazione e sull’apprendimento. Per rispondere a questa esigenza, la Direzione Istruzione e Formazione italiana, insieme al Servizio di Psichiatria e Psicoterapia dell’Età Evolutiva dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, ha predisposto un protocollo con indicazioni pratiche per la gestione educativa e didattica di studenti e studentesse con disturbi d’ansia nelle scuole secondari di primo e secondo grado.
Nel contesto altoatesino i dati degli sportelli psicologici delle scuole in lingua italiana mostrano che i problemi legati all’ansia sono tra le principali ragioni di accesso ai servizi di ascolto nelle scuole secondarie di primo e secondo grado.
Il documento, frutto della collaborazione tra scuola e sanità territoriale, promuove ascolto, responsabilità condivisa e alleanza tra scuola, famiglia e servizi specialistici. L’obiettivo è riconoscere precocemente i segnali di disagio e offrire ai Consigli di classe strumenti operativi per accompagnare il percorso formativo.
«La scuola deve essere un luogo in cui ogni ragazzo e ogni ragazza si sente accolto, compreso e sostenuto», sottolinea il vicepresidente della Provincia e assessore all’Istruzione, Formazione e Cultura italiana, Marco Galateo. «Le linee guida aiutano le scuole ad affrontare un fenomeno sempre più diffuso, promuovendo il benessere psicologico e prevenendo isolamento e abbandono scolastico».
Concorda il sovrintendente scolastico Vincenzo Gullotta, che aggiunge «il protocollo rafforza la capacità della scuola di intervenire in modo tempestivo e coordinato. La collaborazione tra docenti, famiglie, psicologi scolastici e servizi territoriali consente di costruire contesti più inclusivi e una partecipazione scolastica serena e significativa».
«Il protocollo indica come favorire un clima di classe non ansiogeno, ascoltare studenti e studentesse, condividere l’osservazione dei segnali di disagio e gestire in modo equilibrato verifiche e valutazione.» spiega la dottoressa Donatella Arcangeli. «Nei casi di maggiore fragilità prevede percorsi personalizzati, anche attraverso il Piano Didattico Personalizzato e un Patto formativo individualizzato, concordato con la famiglia e con lo studente o la studentessa».
Con questa pubblicazione, la Direzione mette a disposizione delle scuole uno strumento condiviso per promuovere il benessere, prevenire il protrarsi del disagio e sostenere il successo formativo, valorizzando anche le dimensioni emotive della crescita.
LB
